Io Gracco, tu Gracchi, egli Gracchia
Ormai i mostri generati dall’esigenza di audience non si contano più. Dagli anni 80, una giostra infinita di personaggi insignificanti quanto vuoti di un vero e proprio messaggio, si sono fatti largo sui palcoscenici richiesti dalla videocrazia, grazie al semplice intuito di risultare in qualche modo stravaganti, fuori dalle righe, chiassosi e a volte arroganti, senza un motivo valido. Personaggi che mai avrebbero sognato di meglio per se, si sono aggrappati all’occasione della vita, sfruttando uno degli aspetti più vulnerabili degli spettatori tv, la tolleranza e le poche pretese. Siccome da cosa nasce cosa, ognuno di questi intrusi sociali si è ritagliato il suo spazio, la sua nicchia di mercato, in base alle caratteristiche esibite all’immaginario collettivo. Oggi ce li ritroviamo ovunque, come se l’ignoranza endemica del Bel Paese non bastasse, rincarano la dose e fanno scuola. Dal cinema al teatro, ai salotti tv quali “Opinionisti” improvvisati, alla politica. Un cancro che ...