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Visualizzazione dei post con l'etichetta Berlusconi

Tutti gli scheletri degli Ex Presidenti.

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Il Rosatellum ha dato i suoi frutti. Il Governo non si farà o ne nascerà uno zoppo, tanto per tirare a campare. I franchi tiratori stavolta hanno agito d’anticipo per poi arroccarsi, secondo una logica tutta renziana, incomprensibile anche per quei pochi elettori superstiti che certo non gioiscono nel sentire i propri paladini PiDini affermare di volere fermamente rimanere all’Opposizione. Non penso che li abbiano votati per questo, ma va bene cosi, ottima mossa. Probabilmente alla prossima tornata scenderanno sotto il 10%. Con Di Maio che non rinuncerebbe alla presidenza nemmeno sotto la minaccia delle armi, un Salvini che si gioca la carta dell’accondiscendenza ma che ha le mani legate del fardello pesante della vecchia cariatide. Quell’inossidabile Pier Silvio da Arcore, colui che ha rinunciato ad una tranquilla vecchiaia pur di rinviare all’impossibile la resa dei conti, il confronto con una Magistratura libera di giudicare tutti i suoi misfatti. Deve ancora lottare l’ex cav, ...

Le tre Camere del Parlamento italiano.

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Si fa fatica a spiegare ai ragazzini la complessità del Parlamento italiano. Già a partire dalla dislocazione, è come avere gli scomparti di un Supermercato in negozi diversi, con indirizzi diversi e distanti tra loro. Ho provato a descrivere le sedi a mio figlio così: 1) Palazzo del Quirinale, sito sull’omonimo colle, dimora del Presidente della Repubblica; 2) Palazzo del Viminale, dove risiede il Ministero degli Interni; 3) Palazzo Chigi, sede del Governo e dimora del Presidente del Consiglio dei Ministri; 4) Palazzo Madama è la sede del Senato; 5) Palazzo Montecitorio, dove si riunisce la Camera dei Deputati. Poi c’è il palazzo Senatorio a Piazza del Campidoglio, ma non ha niente a che vedere col Senato, è il Palazzo dove si riunisce la Giunta Comunale di Roma, dove c’è il Sindaco. Roma è piena di Palazzi storici e bellissimi, dove hanno sede molte Istituzioni, ma quelli governativi sono questi riportati sopra. Ma lui mi chiede: < Scusa papà, ce n’è un altro di cui sent...

Renzi non ha saputo fare il Nazareno.

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Intorno all’anno Zero, in Palestina spopolavano Santoni, Profeti e sedicenti Figli di Dio. Gesù ebbe un concorrente particolarmente abile in quanto a “Miracoli”. Pare che avesse poteri addirittura superiori, che compisse prodigi anche più spettacolari rispetto a Gesù. Il suo nome era Simon Mago. Costui risultò poi perdente nella sfida col suo rivale, poiché si avvicinò ai Patrizi, al ceto alto della Roma Antica, voltando le spalle alla plebe. Cosa che invece fece Gesù, puntando sul numero infinitamente più alto composto dal ceto povero e oppresso, dimostrandosi molto più lungimirante, vincendo di fatto la sfida con Simon Mago. Accattivarsi le grazie dei ricchi non pagò, nemmeno a breve termine. Fu una manovra di marketing decisamente fallimentare, mentre risultò vincente la mossa di Gesù, che puntò sulla forza delle masse popolari. Questa storia si ripete nel tempo, con cadenze più o meno regolari. Chiara l’attinenza ai fatti politici nostrani degli ultimi anni, che vede un Matt...

Il Tallone di Silvio

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  Nel 1994, dall’insediamento della seconda Repubblica, il fenomeno del Conflitto di Interessi viene considerato come la più normale e logica delle faccende quotidiane. La “Discesa in Campo” di Berlusconi, già fino ad allora tenuto sotto costante mira dal pool di Tangentopoli, di fatto sancisce la liceità di un soggetto a interpretare la parte sia del controllore che del controllato.  Berlusconi aveva ed ha tuttora il Monopolio dell’editoria e delle emittenti televisive, ivi inclusa l’informazione più o meno totale. Gli fu consentita l’entrata in Politica semplicemente consegnando tutte le sue aziende nelle mani della propria progenie, come se fosse la garanzia al non utilizzo dei mass media alla sua causa, come se i figli avessero interessi opposti a quelli del padre. Gli influencer dell’epoca, in capo a tutti Maurizio Costanzo (Compagno di grembiule del Cav, anch’egli iscritto alla P2), con finte campagne “Quasi anti-cav”, con i tg Mediaset attenti più che mai nel sembr...

Tutti a Casa. Ci serve altro.

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L’unica lezione che gli italiani hanno imparato  dal mal governo degli ultimi anni, è che devono approfittare della tornata elettorale per cambiare, per combattere chi fa politica per interesse proprio, i conniventi e gli incapaci. Finalmente un segnale di risveglio del popolo. Da Canicattì a Trento, una media del 70% di italiani hanno finalmente alzato il culo dalla sedia per combattere di matita. Punte anche dell’85% di votanti, testimoniano una sofferenza mai avvertita prima, che ha addirittura guarito gli italiani dall’astensionismo cronico che li affligge da sempre. Un voto di pancia, di disperazione, capitato purtroppo proprio quando, grazie al Rosatellum, lo stesso era vanificato a prescindere. La legge truffa, altrettanto truffaldinamente approvata infatti, garantisce un Governo al reale vincitore della sfida, solo con un quorum di oltre il 40%. Impresa impossibile anche per i Grillini dell’ultima ora, disturbati dal riesumato Cav e dai facili  populismi leghisti ...

Quegli spazi elettorali Vuoti che gridano Vendetta.

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Alla vigilia del voto di domani, gli spazi espositivi elettorali tragicamente vuoti riportano la memoria al passato, a quando per aggiudicarsi l’ultima sovrapposizione di manifesti del proprio Partito, volavano giù botte da orbi. Questi spazi espositivi squallidamente vuoti, sono l’emblema di una campagna elettorale che non si è mai tenuta, una competizione che non c’è stata. E’ vero che l’epoca dei comizi di piazza forse è definitivamente superata, ma nemmeno i nuovi mezzi (Social, salotti televisivi) sono stati utilizzati come in una propaganda normale.  Già, perché questa non è stata una competizione elettorale normale, ma qualcosa di diverso. In seguito ai disastri degli ultimi governi, del tradimento della Sinistra alla classe operaia, alla vittoria certa dei Grillini, il Sistema ha giocato duro, inventandosi una legge elettorale indecente e fuori da ogni logica se non quella dell’ingovernabilità con qualunque risultato. Consapevoli del fatto che comunque vada, dalle ...

I Due Deputati

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Dal giro di escort e cocaina a Palazzo Vecchio gestito dalla squillo Adriana, alla casa su Ponte Vecchio dell’ex Premier. Dalle spese pazze sostenute per sue personali esigenze (circa 20 mln da presidente della Regione, 7 mln da sindaco di Firenze), per naturale inclinazione alla dolce vita, proprio mentre silurava Marini per l’illegittimità del rimborso di due scontrini. E’ un monologo fiume quello di Alessandro Maiorano  su Facebook. Purtroppo senza ripercussioni sui media, certo non possiamo aspettarci servizi su Renzi dalle Iene o dalle TV generali. Un monologo non ripreso ma che sta girando molto sui social, per la gravità dei fatti raccontati dall’ex funzionario comunale di Firenze. Fatti che risalgono a quando era ancora presidente della Regione e che il Maiorano racconta da un bel po’ di tempo, senza la dovuta risonanza, per ovvii motivi di tutela verso il personaggio e il suo entourage. Ci racconta anche della preoccupante cupola del Giglio Magico, una struttura erme...

Il Peccato Originale

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Come nasce una rispettabilissima Nobile Casata, una Dinastia, una famiglia di reali, nobiliari, imprenditori? Se si procede a ritroso, sia nelle famiglie borghesi che in quelle nobili, ritroviamo generazioni di Paperoni, ricchi imprenditori, Conti, Marchesi, Principi e alti prelati, fino ad arrivare a colui con il quale tutto cominciò. Un uomo comune che per furbizia, per nozze o per investitura, all’improvviso raggiunge livelli di benessere mai sperati prima. Se si esclude che si possa diventare ricchi con un lavoro, una professione che per quanto remunerativa, non cambierà mai le sorti di una intera dinastia, sebbene qualche volta consenta una vita agiata, il motivo va cercato nel colpo di fortuna, di genio o nel malaffare. La genesi di ogni famiglia di potenti e ricchi, ha sempre un illecito, una sorta di peccato originale. Le Famiglie Reali sono diventate tali perché un loro progenitore ha conquistato un territorio con una campagna di occupazione, dunque un conquistatore, un...

Berlusconi, Di Maio o la Cosa Rossa?

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  “Tra Berlusconi e Di Maio, sotto minaccia di morte sceglierei Berlusconi”. Interrogato rispondeva così l’ex giornalista ormai ex tutto Scalfari, sempre in mezzo come il prezzemolo, tenuto in piedi solo dal suo nome anche se sarebbero più opportune due stampelle canadesi e un geriatra al seguito, con tanto di defibrillatore e flebo di L-Dopa. Ma la domanda è legittima, chi scegliere tra il pluri pregiudicato che cerca di ritardare la data delle elezioni nella speranza che l’Alta Corte di Bruxelles gli consenta il rientro nei Pubblici Uffici o un giovanotto inesperto, “Non Laureato” che pare non essere all’altezza del compito? Senza dimenticare la terza sponda, quella che si autocertifica di Sinistra ma che Sinistra non è. Quel popolo composto da eterni rincorritori del progresso e nostalgici del Comunismo, filo Liberisti e Democratici, tutti forzatamente compressi nel Partitone che non ha più retto e si è scisso, alla ricerca di tappabuchi opportuni, buoni per la coalizion...

Meglio Enrico Mentana o il TG Niente?

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E’ senz’altro uno dei giornalisti più apprezzati. Chicco Mentana, quello che lasciò la direzione del TG5, quello formalmente contrapposto al grottesco TG4 pro Berlusconi di Fede, a 10 anni dall’inizio dell’era politica del Presidente di Mediaset. Colui che intravedendo la perdita della sua autonomia professionale, si accasò al TG7, all’epoca di proprietà TELECOM. Come il grande Indro Montanelli che lasciò la direzione del “Corriere della Sera” e poi di “Libero” quando i quotidiani e gran parte dell’editoria passarono nelle mani del faccendiere di Arcore approdato in Politica. Montanelli, molto prima dell' Economist , riteneva Berlusconi « unfit to rule », inadatto a governare. Aveva una convinzione incrollabile: un giornalista non può lavorare per un leader politico. Se lo fa, diventa il suo portavoce, il suo portaborse o il suo portacenere (quanti tristi mozziconi professionali, in giro per l'Italia). Anche Mentana da onesto professionista si fece da parte senza minimament...

Buon Compleanno, Vlad

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Berlusconi ha amici ovunque ma tra i suoi amici del cuore, quelli con cui è legato da un sentimento che va al di la della forma, sono pochi ma belli pesanti. Tra questi non è una novità, c’è anche il Capo della Russia Vladimir Putin. Lo Zar figura tra i più intimi, quelli sacri per il cav, come George Bush e come lo era Gheddafi, quelli per la cui tutela darebbe un occhio, fermo restare sui suoi passi quando salvare loro la vita potrebbe compromettere il suo costrutto politico-imprenditoriale. Un’amicizia da rinnovare festeggiando insieme le più toccanti occasioni, quella tra il cav e lo zar, tanto da spingerlo a volare a Sochi per festeggiare insieme il suo 65mo compleanno. Tra i doni che il cav ha omaggiato a Putin vi è un copri piumino da letto raffigurante la foto dei due che si stringono la mano. Il valore intrinseco non è da Berlusconi, infatti è solo “Uno” tra i tanti regali, ma dal valore simbolico ben più consistente. Il regalo è stato realizzato dal fondatore del ma...

La guerra dei 10 anni

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  Ridendo e scherzando, o meglio soffrendo e stentando, tra un Bunga Bunga e lo Spread, tra uno “Stai sereno Enrico” e l’avvento degli esodati, passando per il fallimento di qualche banca, centinaia di imprenditori suicidi e migliaia di aziende in bancarotta, sono passati dieci lunghi anni. Dieci anni in cui abbiamo avuto la fortuna di conoscere la famiglia Etruria e la media Borghesia di Rignano sull’Arno, Monti e i tecnici della Bocconi, che altrimenti nemmeno avremmo saputo che esistessero. Il tutto grazie a un Re Giorgio in forma smagliante che si scomodò a ritardare la sua meritata pensioncina pur di rimettere il campanellino nelle mani giuste. Abbiamo avuto l’ennesima conferma che il PD non ha più niente di Sinistra, ma soprattutto ci siamo accorti di come le Sinistre più che i partiti conservatori, reggano il gioco al Neoliberismo. Sono passati già 10 anni dallo scoppio di quella maledetta bolla finanziaria, quella che diede inizio a tutto. Una crisi finanziaria prima, ...

Berlusconi ha in mente una Rivoluzione, ovvero I Moti Insurrezionali del Cav. Patonza

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Il vulcanico Cav già in odore di grazia, o almeno appeso a quel filo di speranza che ancora lo tiene in auge, rivolto alla clemenza della Corte di Strasburgo, ha partorito ancora una sua creatura. Quando tutti lo ritenevano ormai un rispettabile protagonista di un controverso passato o almeno un soggetto in andropausa, ecco che ancora una volta ci stupisce con la produzione della sua ultima griffe. Trade Mark, depositato agli inizi di Agosto, il marchio rigorosamente Arcroriano si chiama “Rivoluzione Italia”. Confortato dal disastro della sinistra italiana, dall’inconsistenza dei vari gruppetti alternativi e con i suoi fedelissimi o ex, sempre pronti a valutare un ennesimo compromesso, il vecchio volpone affianca a Forza Italia un marchio alternativo, dal nome altisonante e teso ad ampliare l’offerta. Sarà economicamente autonoma grazie al merchandising che la accompagnerà ed è imminente il lancio del 3 x 2 che avrà la missione di intercettare tutti i voti dei nauseati dalla polit...

La Start Up di Silvio B. Villa San Martino, dove tutto ebbe inizio.

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Il 30 Agosto del 1970 Silvio Berlusconi non era ancora stato nominato Cavaliere del lavoro. Quel titolo gli fu conferito solo nel 1977 dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone. Non era ancora nemmeno divenuto Sua Emittenza, quello succedeva qualche anno dopo. In quegli anni Silvio B. era un rampante palazzinaro che speculava nell’area Brianzola, aveva già amici influenti in Politica come tra le fila dell’altro apparato Statale, quello non ufficiale con sede a Palermo o giù di li ed era già in possesso della tessera n. 625 della P2 . Aveva grosse ambizioni il futuro Cav e aveva stretto alleanze di ferro che gli avrebbero consentito di superare ogni ostacolo legale, finanziario o veti della Mala. Ma tutto ciò nemmeno sarebbe bastato per arrivare tanto in alto. Come per tutto, nella vita ci vuole anche fortuna o almeno un’intelligenza tale da cogliere al volo un evento favorevole, un’occasione che non si ripete, un treno che passa una sola volta. Silvio B. non difetta ...