I Due Deputati


Dal giro di escort e cocaina a Palazzo Vecchio gestito dalla squillo Adriana, alla casa su Ponte Vecchio dell’ex Premier. Dalle spese pazze sostenute per sue personali esigenze (circa 20 mln da presidente della Regione, 7 mln da sindaco di Firenze), per naturale inclinazione alla dolce vita, proprio mentre silurava Marini per l’illegittimità del rimborso di due scontrini.
E’ un monologo fiume quello di Alessandro Maiorano su Facebook. Purtroppo senza ripercussioni sui media, certo non possiamo aspettarci servizi su Renzi dalle Iene o dalle TV generali. Un monologo non ripreso ma che sta girando molto sui social, per la gravità dei fatti raccontati dall’ex funzionario comunale di Firenze. Fatti che risalgono a quando era ancora presidente della Regione e che il Maiorano racconta da un bel po’ di tempo, senza la dovuta risonanza, per ovvii motivi di tutela verso il personaggio e il suo entourage. Ci racconta anche della preoccupante cupola del Giglio Magico, una struttura ermetica, potente e molto pericolosa. Una struttura che in quel di Firenze è in assoluto il Potere costituito, un intreccio tra Politica, Magistratura e Organi statali. Il fidato Nardella ha il compito di gestire l’occultamento della montagna di debiti che il buon Matteo si lascia dietro ovunque vada, coma la scia di una lumaca. Ma anche per lui c’è il contentino, infatti la sua casetta non vale i 450.000 sborsati tra l’altro con criteri discutibili, ma ben 1,3 milioni. Certo che non è facile imbrigliare del tutto i giudici quando i fatti da coprire sono troppi e di portata grave, al povero Nardella è toccato anche l’ingrato compito di assumere per chiamata diretta la disoccupata Celeste Oranges, figlia di Acheropita Mondra Oranges, la magistrata contabile che chiese l’archiviazione dei fatti riguardanti Matteo Renzi.
Tra i tanti peccati mortali del ducetto di Rignano, c’è però un peccato veniale, un peccato fatto di cuore e passione. Una passione che sta scontando a caro prezzo e che lo ha di fatto annullato, insieme al suo vecchio Partito Democratico. Stiamo parlando di Maria Etruria Elena Boschi. Secondo il Maiorana questa sarebbe da molti anni sua amante e nemmeno tanto segreta. Nella piccola, pettegola provincia fiorentina lo sanno pure le pietre che l’alcova tra i due era dislocata in via Alfani 8, appartamento fiorentino gentilmente offerto dall’amico Marco Carrai. Questi pagò 35 mensilità  (1.000 € al mese in nero) per il fitto del locale, messo a disposizione dei due piccioncini. Esasperata dal tradimento del mandrillo Matteuccio, Agnese Renzi era sul punto di chiedere il divorzio, almeno per salvare la faccia, ma fu prontamente dissuasa dal farlo dal suo stesso avvocato, che le rivelò che il marito stava per essere lanciato alla scalata di Palazzo Chigi e che avrebbe dovuto sostenere la parte della First Lady, non senza un corposo tornaconto.
Allora ecco spiegata l’ingombrante presenza di Maria Etruria in Parlamento, dove una con le sue competenze e qualità potrebbe al massimo interessarsi delle pulizie, a improvvisarsi Ministra delle Riforme. Un incarico tra l’altro rilevante se si pensa che l’unico compito che Napolitano affidò al buon Matteuccio, furono proprio le riforme. Dunque un incarico importantissimo, vitale, quello affidato alla Boschi, dettato in minima parte dalla testa e molto dalla pancia di un amante calcolatore, cha anche se infatuato della fatina, pensava di gestire senza nessuna opposizione, il cruciale ministero.
Qua arriviamo alle similitudini con una nostra vecchia conoscenza. Un cocainomane, psicopatico, criminale, delinquente e puttaniere, il Renzi descritto da Alessandro Maiorano, che somiglia sempre di più all’ex Cavaliere di Arcore, negli interessi e nelle passioni. La cupola di Firenze come quella siculo-milanese. La versione moderna della Firenze Medicea, contrapposta o complice della Milano Sforzesca. Tra i tanti peccati di “Braghe” dell’ex Cav e del Rignanese, che potrebbero tranquillamente rientrare tra i fatti personali, spicca il fatto che i due sono accomunati anche dal misfatto di avere trascinato in Parlamento tutto il proprio entourage di fiducia, ivi compresa la Geisha personale. L’inutile quanto dannosa e ingombrante Boschi come la Minetti di Berlusconiana memoria. Sono i soli premier al Mondo che hanno osato trascinare nei sacri uffici le proprie appendici peccaminose. Quei peccati che in Paesi più seri vengono nascosti a tutti i costi, pena la credibilità della stessa figura del premier. Molte presidenze americane sono state caratterizzate da rapporti extra-coniugali, che hanno influito negativamente sulla figura del capo di Stato. Non che volessi paragonare un Kennedy a Renzi, figuriamoci, il paragone farebbe rivoltare nella tomba il buon JFK. Ma non lo paragonerei nemmeno a Bill Clinton, né la Boschi a Monica Lewinsky e nemmeno ai francesi Sarkozy e Hollande. Tutti hanno fatto un passo indietro allo scoppio dello scandalo, quanto meno se ne sono vergognati. In altri Paesi la coppia di Stato è un modello da imitare, una istituzione. Nel Bel Paese solo una patetica vignetta.
Così come patetica è la finta contrapposizione degli schieramenti politici, il seguito goduto dai due autocrati, che mirano ancora oggi al Governo del Paese, malgrado tutto. Pur interpretando l’italico pensiero del “Volemose bene”, il sostenere un personaggio politico solo perchè, grazie alle proprie amicizie, rappresenta la scorciatoia per il successo, il favoritismo, il clientelismo, una domanda dobbiamo per forza porcela: Sono in grado due pazzi maniaci, omini che con le Istituzioni ci giocano, se ne servono anzicchè servirle, di traghettare l’Italia in un momento così difficile? Un 82enne rincoglionito e un fanatico egocentrico, saranno in grado di gestire la permanenza dell’Italia in un’UE che vuole stritolarci? I due sono i Liberisti più accaniti, perennemente pronti ad unire le proprie forze. Berlusconi ha già fatto i suoi irreversibili danni in oltre un ventennio, Renzi in tre anni un po’ meno, ma solo per mancanza di tempo. Uno spinto da innegabili interessi personali, l’altro da connivenze e inciuci tra banchieri, imprenditori, lobbisti, Massoni e altri personaggi del giglio Magico.
Secondo un giudizio logico, sarebbero i meno adatti, i più immeritevoli e rappresenterebbero un insuccesso certo per la Nazione. Dio ci scansi e liberi da costoro, “Attenti a quei due” verrebbe da dire, “Unfit” per dirla alla maniera Anglo Sassone. Pericolosi loro ma più ancora il Popolo che li sostiene, ciechi elementi che dovranno esprimere il proprio giudizio in cabina tra una settimana. Speriamo bene, incrociamo le dita, ringraziando Alessandro Maiorano per il suo coraggioso contributo.

Brett

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