Il Peccato Originale


Come nasce una rispettabilissima Nobile Casata, una Dinastia, una famiglia di reali, nobiliari, imprenditori?
Se si procede a ritroso, sia nelle famiglie borghesi che in quelle nobili, ritroviamo generazioni di Paperoni, ricchi imprenditori, Conti, Marchesi, Principi e alti prelati, fino ad arrivare a colui con il quale tutto cominciò. Un uomo comune che per furbizia, per nozze o per investitura, all’improvviso raggiunge livelli di benessere mai sperati prima.
Se si esclude che si possa diventare ricchi con un lavoro, una professione che per quanto remunerativa, non cambierà mai le sorti di una intera dinastia, sebbene qualche volta consenta una vita agiata, il motivo va cercato nel colpo di fortuna, di genio o nel malaffare.
La genesi di ogni famiglia di potenti e ricchi, ha sempre un illecito, una sorta di peccato originale. Le Famiglie Reali sono diventate tali perché un loro progenitore ha conquistato un territorio con una campagna di occupazione, dunque un conquistatore, un militare sanguinario. Tutte le famiglie Nobili hanno un antenato che fu investito della carica da un regnante, certo non per meriti scolastici ma per favore ricambiato sullo scacchiere feudale, o per nozze di sangue comune con sangue blu e da allora titolo, rispettabilità e possedimenti, si tramandano nelle generazioni. Col tempo ogni peccato, anche il più ripugnante sbiadisce, magari con qualche beneficenza di comodo, l’apparato mediatico piuttosto che la Chiesa o il semplice passa parola, fa poi il resto. Una sorta di Battesimo a nuova vita. Nel giro di una o due generazioni, tutto viene dimenticato, perdonato o affievolisce col tempo. Rimane solo una ricca casata che vive a sbafo nell’immeritato quanto assoluto privilegio degno della casta.
Senza allontanarci dal nostro suolo natio, prendendo ad esempio i grandi banchieri anglo americani, possiamo rendercene conto posando un occhio sulle famiglie più rilevanti della nostra amata Italia. Una su tutte la dinastia “Agnelli”, oggi ripulita a dovere ma non esente da scandali, sospetti e gossip, la quale facciata viene costantemente ripulita grazie all’enorme mole di denaro che tutto compra e grazie al quale il mainstream assume un atteggiamento benevolo quanto fallace. Gli attuali discendenti, gli Elkan poco avrebbero da vergognarsi se non il fatto di avere tradito il proprio paese alla prima disavventura e aver lasciato in braghe di tela migliaia di operai, dopo aver succhiato per oltre un secolo denari pubblici, allegramente elargiti da governi compiacenti. Un po’ di più hanno avuto da nascondere le generazioni precedenti, l’Avvocato e f.lli e ancora di più Gianni Agnelli, il nonno dell’omonimo avvocato, l’uomo comune che diede i natali alla FIAT. Tutti sappiamo che le buone idee non bastano ad attuare un progetto, se queste non vengono accompagnate dai soldi. E di soldi aveva bisogno Giovanni Agnelli, tanti e subito. Da proprietario terriero, investì tutto nella nascente industria meccanica, ma fu solo grazie a manovre speculative di illecita coalizione, aggiotaggio e falso in bilancio, che i suoi capitali ebbero a moltiplicarsi, facendo fallire la sua stessa industria per ricomprarla poco dopo. Ma la FIAT era già diventata una realtà troppo importante per naufragare sotto la scure della giustizia. Grazie all’allora Primo Ministro Giolitti, il ministro della Giustizia Orlando e alcuni banchieri torinesi tra cui il Famoso Rol, si decise che un’azione giudiziaria verso la FIAT avrebbe avuto ripercussioni negative sulla nascente industria meccanica italiana. Il processo farsa si concluse con l’assoluzione e lo stesso Agnelli fu insignito della croce di cavaliere al merito del lavoro. Giovanni Agnelli era un ammiratore di Benito Mussolini, il quale lo nominò senatore e benemerito del regime, premiato personalmente dal Duce con il Laticlavio. Durante la crisi del 1929, ulteriori scandali legarono la FIAT allo scandalo della COMIT e del Banco di Roma. Durante la 2° guerra mondiale la FIAT fu l’azienda meccanica di riferimento per l’approvvigionamento bellico. Nel dopoguerra ulteriori scandali investirono la famiglia Agnelli, legata a filo doppio con la CIA e la Massoneria, fino a raggiungere la cabina di regia nel 52, quando divenne la componente italiana del nascente club Bilderberg, insieme a Vittorio Valletta (per 40 anni dirigente FIAT), Manlio Brosio, Guido Carli, Alighiero De Michelis, Amintore Fanfani, Ettore Lolli, Imbriani Longo, Giovanni Malagodi, Giuseppe Petrilli, Pietro Quaroni e Pasquale Saraceno.
Insomma a rivedere la storia del precursore della odierna FCA, sembra di rivivere la storia del Cavaliere di Arcore. Tra intrighi di potere, servizi segreti deviati, Massoneria, connivenze di Stato, scandali e gossip, perfino una titolatissima squadra di calcio, accomuna i due. In effetti sono entrambi i fondatori di una dinastia destinata a durare negli anni. I primi imperfetti attori che devono per forza di cose sporcarsi di fango, per poi regalare un impero alla propria discendenza. Terzo esempio ma non da meno, Raoul Gardini. Morto suicida durante Tangentopoli in seguito alla scoperta dell’affare ENIMONT, era anche lui il fondatore di quella che sarebbe diventata una dinastia nel polo chimico nazionale. Volendo potremmo cercare analogie in altri capitani d’industria, di prima o successiva generazione come Pirelli o De Benedetti e trovarvi coinvolti gli stessi attori. Il potere delle logge massoniche, parti governative, politici, servizi segreti deviati, confederazioni di categoria.
Esistono popoli più inclini di altri all’oblio, l’Italiano è forse tra i primi al Mondo. Un Italiano è capace di votare e rivotare per un ventennio un politico che sostiene tutto e il suo esatto contrario, per 4/5 tornate elettorali, figuriamoci quanto gli resta nella memoria di fatti risalenti a 30 anni prima. I discendenti della famiglia malavitosa di Arcore possono dormire sonni tranquilli, tra qualche anno saranno completamente riabilitati, così come è successo ai delinquenti torinesi. Avranno un bello stemma araldico affisso alla dimora storica di Villa San Martino che essendo fatta di pietra, non potrà più recriminare la sua appartenenza alla famiglia Casati Stampa alla quale il delinquente la sottrasse con manovre ingannevoli e truffaldine, come nel suo costume. Per il resto della storia, essendo in parte pubblica ma dimenticata dal popolo italico e in parte ermeticamente secretata nelle coscienze della massoneria e della Mafia siciliana, l’imbiancatura del marcio sepolcro è garantito.

Brett

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