Si scrive ONG, si legge Esercito Non Convenzionale.




Innanzitutto sfatiamo un mito. Nell’immaginario collettivo gli angeli del soccorso, quei bravi paladini che fanno parte delle Organizzazioni non Governative, che ritroviamo nei luoghi più disastrati nel Mondo, tra gli scenari di guerra, focolai epidemici, rivolte popolari e scienziati in laboratori di ricerca non sono volontari, inteso nell’accezione più stretta del termine. Sono dipendenti, percepiscono uno stipendio, a differenza di tante altre persone che non godono di un tale privilegio (il 12% degli italiani).
Le ONG sono organismi autonomi definiti “non a scopo di lucro”, cioè non orientate al profitto e come tali vengono sovvenzionate dal Governo con il 5 x 1000 e da benefattori di tutto il Mondo, privati o Enti Governativi.
Gli scopi nobili che si prefissano sono utili ad allentare i controlli sulla effettiva opera che costoro prestano. E’ quasi una garanzia della quale godono, grazie alla quale non devono rendicontare spese e investimenti decisi dai vertici dei direttivi che si presuppongono di alta statura etica e morale.
Ma da controlli a campione o casuali, vengono puntualmente fuori spese eccessive o inopportune, stipendi faraonici e molto spesso carriere inimmaginabili di personaggi che compaiono magicamente dal cilindro per approdare all’ONU o ad altre istituzioni prestigiose.
Per lo stesso principio dello scopo umanitario, sono esenti da tasse o imposte (No Profit No Tax), anche se nelle casse di queste associazioni i soldi che girano sono veramente tanti e difficilmente tracciabili. Basti notare le innumerevoli pubblicità sui media, frequenti e differenti per associazioni, quanto strappalacrime, patetiche e offensive per l’umanità, la scienza e l’intelligenza degli utenti. E’ stato calcolato che solamente il 10% dei fondi finiscono ai beneficiari finali, mentre quasi tutto il resto serve a pagare stipendi, spese del personale, attrezzature, viaggi, eventi di raccolta e chissà cos’altro.
Ad ogni angolo di Mondo c’è qualche miliardario che, oltre a sovvenzionare le ONG, ne indirizza gli interventi verso la causa che più riconosce necessaria, secondo il proprio pensiero o interesse. Ma c’è di più, molti miliardari filantropi ne costituiscono di proprie, sfruttando la non tassabilità dei capitali che altrimenti finirebbero nelle grinfie del fisco. Capitali che in parte possono rientrare dalla porta di servizio, approfittando della mancanza di controlli, dovuti al rispetto per la causa umanitaria che media, Clero, neoliberisti, sinistre radical chic e organi statali di tutto il Mondo, non mancano mai di santificare. Così, personaggi come Rockefeller, Clinton, Bush, Soros, Bill Gates, Buffett, Abdul Aziz Al Rajhi, Carnegie, Zuckerberg, figurano tra i principali fondatori di ONG, nonché finanziatori.
Chi finanzia e dunque assicura stipendi e carriere, spesso ritiene di essere in diritto di affidare delle direttive ai propri sottoposti e così le ONG che presidiano le zone di guerra possono decidere di allearsi da una parte piuttosto che dall’altra, come sta avvenendo ora in Venezuela, per ordine di Soros, come è avvenuto in Ucraina, dove all’epoca creò addirittura una Fondazione, la IRF che ha ricevuto donazioni miliardarie anche da parte del Governo USA, britannico e da Israele. Di fatto quasi sempre queste ONG affiancano e coadiuvano tutte le operazioni decise dalla CIA nel Mondo. Gli interessi convergono e sono degli alleati preziosi nelle operazioni americane di “Esportazione di democrazia” alle quali siamo ormai assuefatti. Nel Mediterraneo, con la copertura buonista del salvataggio di poveri profughi, accordandosi con gli scafisti, svolgono opera di deportazione di massa allo scopo di creare il caos in Italia. Che poi è lo scopo apertamente dichiarato di Soros.
Ma le ONLUS come Telethon, che si vantano di fare ricerca sulle malattie rare? Pare che con i pochi denari che residuano dal puntuale saccheggio, facciano ricerca sì, ma verso patologie ben più remunerative, malattie comuni che fanno vendere tanto, a differenza delle malattie rare verso le quali dovrebbe esistere un organismo etico dell’OMS, che sarebbe costantemente in perdita.
Ma l’Africa serve a testare i nuovi farmaci e vaccini. Già perché gli animalisti hanno protestato in difesa degli animali torturati, così si è passati direttamente alla sperimentazione umana fin dai primi stadi, i risultati sono anche più attendibili.
Le ONG sono per lo più dei meccanismi criminali, gestiti da criminali o come minimo da faccendieri. “Save the Children” ha nominato Presidente il rampollo di De Benedetti, il buon De Lorenzo (ex Ministro della Sanità, quello del sangue infetto e dei vaccini, il socio di Poggiolini), negli ultimi anni è presidente della FAVO e della AIMAC (onlus per la cura del cancro). Non mi sembrano persone per indole votate alla beneficenza.
Le ONG sono veri e propri eserciti non convenzionali che agendo sotto la copertura dei diffusi perbenismi, hanno praticamente carta bianca sul proprio operato e hanno dimostrato di avere il potere di sottrarsi ad eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine. Loro possono tutto e sono al di sopra di tutti.
Ma forse qualcuno gioca pulito. Forse Andrew Carnegie ebbe veramente a cuore il destino del Mondo, forse anche Bill Gates, oltre ad usare come lavanderia le proprie ONG e sottrarre un po’ di soldini al fisco, ha a cuore lo sviluppo di paesi del terzo Mondo. Promuovendo il commercio, le Università e le attività volte all’integrazione globale di Paesi che da soli andrebbero incontro al proprio destino, magari scegliendolo da soli. Stabilendo delle priorità, decidendo chi aiutare e chi lasciare soccombere, rinforzando l’esercito di una parte rispetto all’altra, soccorrendo un ferito piuttosto che l’altro, di fatto si alterano gli eventi. Queste ONG ramificate nel mondo, come i tentacoli di una piovra, rispondono ai padroni che siedono nella stanza dei bottoni e decidono le sorti degli eventi, spesso da loro stessi innescati.
E’ la metamorfosi dell’uomo civile verso l’uomo onnipotente. Un altro passo in avanti che lo rende sempre più simile a Dio.
Brett Sinclair


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