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Italia, Terra di Safari.

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Quando Draghi annunciò il “Quantitative Easing” tirammo tutti un sospiro di sollievo, soprattutto perché la BCE ci rassicurò sul fatto che i denari provenienti dall’acquisto massivo di titoli italiani, una volta tanto non sarebbero stati affidati alle banche ma alle Aziende. Pensammo tutti che con tale manovra finalmente le aziende nostrane avrebbero tirato una boccata di ossigeno. Ma no, non è possibile che nelle alte sfere, qualcuno si potesse preoccupare della ditta “Gennaro Esposito” che fattura solo un milione l’anno e ha solo 15 dipendenti. Quando mai l’UE ha pensato qualcosa per le piccole imprese? Infatti nemmeno la manovra di Draghi fu pensata per le migliaia di piccole e medie aziende, che poi sono la spina dorsale dell’economia italiana. Per ricevere i fondi derivati dal Q.E. bisognava essere un’azienda “Corporate”, cioè un’azienda di grosse dimensioni, un colosso della produzione. Mentre arrivavano soldi a strafottere ai colossi dell’industria, i piccoli imprenditori c...

Berlusconi, Di Maio o la Cosa Rossa?

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  “Tra Berlusconi e Di Maio, sotto minaccia di morte sceglierei Berlusconi”. Interrogato rispondeva così l’ex giornalista ormai ex tutto Scalfari, sempre in mezzo come il prezzemolo, tenuto in piedi solo dal suo nome anche se sarebbero più opportune due stampelle canadesi e un geriatra al seguito, con tanto di defibrillatore e flebo di L-Dopa. Ma la domanda è legittima, chi scegliere tra il pluri pregiudicato che cerca di ritardare la data delle elezioni nella speranza che l’Alta Corte di Bruxelles gli consenta il rientro nei Pubblici Uffici o un giovanotto inesperto, “Non Laureato” che pare non essere all’altezza del compito? Senza dimenticare la terza sponda, quella che si autocertifica di Sinistra ma che Sinistra non è. Quel popolo composto da eterni rincorritori del progresso e nostalgici del Comunismo, filo Liberisti e Democratici, tutti forzatamente compressi nel Partitone che non ha più retto e si è scisso, alla ricerca di tappabuchi opportuni, buoni per la coalizion...

Signore e Signori è di scena il Black Friday, altro che Natale.

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L’intero paese vive in funzione del trio delle meraviglie, Berlusconi, De Benedetti, Agnelli e tutta la corte al seguito (Marcegaglia, Confalonieri, Caltagirone, ecc.). I veri padroni dell’Italia sono questi. Tutto si fa in funzione delle loro esigenze e convenienze. Se il Cav venisse all’improvviso condannato (e non sarebbe difficile) a 6 mesi di reclusione, il fido Mattarella sposterebbe le elezioni ad ottobre del prossimo anno. Con riserva, metti che gli dovessero allungare la pena…. Ma tutto questo viene celato ad arte proprio grazie alle testate informative di proprietà Mediaset, Rai e dunque di competenza del n. 1 del PD De Benedetti e ultimamente anche da La 7, dato che il buon Cairo ha deciso di consegnare la sua verginità editoriale all’ex Partitone. Abbiamo appena smesso di assistere a oltraggiose campagne pro caste, pro immigrazione, accanimenti contro le sicurezze di un lavoro fisso, contro la scuola e la sanità pubblica. Speravamo almeno di disintossicarci ma forse non...

Porte Aperte alla FIAT

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Porte aperte sempre e comunque alla famiglia Agnelli da parte del Governo italiano. Da prima dell’avvento del Fascismo gli Agnelli sfruttano aiuti statali che di fatto hanno determinato la creazione di un gigante globale dell’automobilistica e non solo. Col pretesto dei posti di lavori “Dispensati” dalle fabbriche nel Bel Paese, posti di lavoro che comunque le fabbriche   avrebbero assorbito, la FIAT è stata sempre associata ad un salvatore della Patria, un meccanismo che dall’alto della sua bontà ha sollevato dalla fame centinaia di migliaia di famiglie. In realtà il gruppo FIAT negli anni è stato una specie di collocamento ripagato dai vari governi, un datore di lavoro che assume con l’aiuto degli incentivi di Stato e che intanto fa profitto e cresce. Ma quando la realtà imprenditoriale italiana ha aggiunto livelli insostenibili, la FIAT ha salutato baracca e burattini e ha delocalizzato, di fatto è scappata lontana del seno che per oltre un secolo l’ha nutrita. I nuovi cap...

Chi sarà il dopo Riina? Chi sa comanderà

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Morto un Papa se ne fa un altro. Così quando muore un Capo Mafioso, quella cupola che per certi versi somiglia tantissimo a quella romana del Sacro Concilio, rielegge il successore alla luce dell’attualità, capacità di governo e carisma. Totò Riina è stato il capo incontrastato di Cosa Nostra per oltre 50 anni, durante i quali ha dato prova della sua determinazione, capacità di intessere e mantenere rapporti con lo Stato, Servizi Segreti e con le altre Mafie, ma soprattutto di saper capitalizzare la conoscenza di fatti ignoti alle cronache. Fatti indicibili di cui lo Stato si è macchiato e che se trapelassero provocherebbero la caduta dei Governi di molte Nazioni, oltre quello italiano. Chi sarà il successore di Riina? Forse all’interno della Cupola le idee le avranno ben chiare, dal momento che la morte di Totò era annunciata da tempo, ma noi ne verremo a conoscenza tra qualche lustro (forse). Eleggere un Capo Mafioso deve essere qualcosa di particolarmente sofisticato e comple...

Russia 2018: L'Italia ci sarà

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Tutte quelle fastidiosissime pause calcistiche settimanali, l’interruzione del campionato, Domeniche senza la partita della squadra del cuore. Tutto per dare spazio alla Nazionale, la squadra che ci avrebbe rappresentato in Russia per i Mondiali. L’unica Nazionale degna di nota nel nostro girone era la Spagna, con la quale abbiamo puntualmente perso, ma almeno abbiamo visto un bel gioco, quello spagnolo. Ma ci è toccato perdere, vincere o pareggiare a stento anche con formazioni da parrocchia come il Liechtenstein, Israele, Albania e Macedonia. Squadrette in confronto alla nostra. Soprattutto abbiamo assistito al peggiore Calcio degli ultimi anni, rinunciando alle partite di Club e con qualche calciatore infortunato al quale la nostra squadra del cuore ha poi dovuto rinunciare per lunghi periodi, compromettendo il campionato di serie A. Se avessimo potuto scegliere avremmo fatto volentieri a meno della Nazionale, avremmo optato per la partita domenicale della nostra squadra. Ma la N...

Porgi l'altra Guancia

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Quando sei a letto con la febbre ti tocca la Tv. Capita di arrendersi ai palinsesti dell’offerta pubblica quanto quella privata che qualitativamente risultano tanto modesti che quasi converrebbe addormentarsi e sperare in un incubo febbrile. Capita così di assistere ad un’intervista al Ministro Orlando, all’indomani degli esiti elettorali Siculi e Ostiensi, oltre alla capocciata di Spada al cronista. Il tema è l’odio. Odio verso i Politici e odio contagioso sui Social Network. Odio verso il PD, testimoniato dal voto disgiunto a Cancelleri. Ma tutto ciò è anomalo, secondo Orlando, non è decifrabile. “Combatteremo le frasi di odio sui social, stiamo studiando delle contromisure insieme alla Germania” ci rivela il buon Orlando. Ma è realmente tanto difficile da capire tutto ciò, o è Orlando che non ci arriva o non vuole? Ma si nota abbastanza chiaramente che gli ex inquilini di Montecitorio, quelli che finalmente si svestono della carica rinunciando a scorta e privilegi, magicamen...