Renzi: I veri amici si rispolverano nei momenti del bisogno.
La strada comune del Matteuccio di Rignano e del suo amico Marco Agnoletti si divisero quando il cazzaro si insediò a Palazzo Chigi. “Agno” se ne restò così in provincia, godendosi il contentino all’ombra perfino di Dario Nardella, perché troppo simile al Renzi originale, dunque spendibile come una moneta tarocca. Stessi vizi e virtù del rignanese, spocchia a gogò, sbruffoneria, arroganza, vendetta al sangue e per di più manesco, è l’organizzatore delle varie Leopolde e di tutti gli eventi mediatici avvenuti nella provincia toscana nell’era Renziana. Ma dopo i miseri fallimenti di Jim Messina prima e di Filippo Sensi poi, il riavvicinamento tra Matteuccio e costui è inevitabile . Nemico giurato di Lotti, oggi pare indispensabile alla causa renziana. Un’ulteriore carta da giocare per il Bomba, l’ennesima carta della disperazione. L’immensità intellettuale e la virtù di non avere scrupoli né pietà per gli avversari, lo rendono un’arma non convenzionale, un rimedio estremo al quale ri...