Lillo, la CONSIP e la regola del contrario.


Federica Sciarelli e Marco Lillo obbligati a consegnare alla questura i propri cellulari per le indagini in corso relative al caso CONSIP. In queste ore è in corso addirittura una perquisizione presso l’abitazione del giornalista e del direttore artistico de “Il Fatto Quotidiano” Fabio Corsi.
Queste persone si sono macchiate del reato niente di meno che “diffusione di segreto istruttorio”ma essendo dei professionisti della carta stampata, non potevano esimersi dal farlo. Caso mai chi ha spifferato il fatto a Marco Lillo, certamente un addetto ai lavori, sarebbe da punire legalmente, ma dal momento che un giornalista non rivelerà mai le proprie fonti, nemmeno sotto tortura, allora scatta un’operazione militare a livello nazionale che nemmeno durante gli anni di piombo si era mai vista. La Sciarelli invece è rea di essere la compagna di Woodcock, il quale “Per forza” deve rientrare tra gli imputati e perciò è già stato sospeso dall’incarico.
Sia chiaro, non un solo cellulare è stato sequestrato ai reali imputati, cioè Renzi Sr, Romeo e il Ministro Lotti. Anzi, costoro sono i tutelati. Personaggi che mai e poi mai dovevano essere portati alle cronache, nemmeno se si fossero macchiati del peggiore dei crimini. Eppure si parla di CONSIP, di appalti, di politici e del loro entourage. Niente di nuovo sotto al Sole, se non il fatto che se ne parli.
Il reato secondo la logica italiota, non consiste nel fatto in sé, ma nel fatto che è diventato di dominio pubblico. Quella che sembra la rivisitazione moderna di una caccia alle streghe da parte della Santa Inquisizione, altro non è che una goffa dimostrazione di forza operata dal regime di stato verso professionisti non allineati. Se vogliamo vedere il fatto nel suo insieme, facendo uso dell’intelletto (che non si sappia in giro che ne facciamo uso) salta agli occhi la pessima qualità, certamente voluta e schifosamente foraggiata, della stampa italiana. Le informazioni che Lillo ha doverosamente riportato sul suo giornale non erano una sua esclusiva, ma furono comunicate anche ad altri giornalisti che però, ligi e asserviti ai diktat padronali, hanno opportunamente omesso di divulgare.
Ma la voluta pessima qualità non si ferma alla stampa, riguarda tutto il panorama statale, politico e istituzionale, nonché di riflesso, il tessuto socio economico.
Dalla fine della prima Repubblica e forse anche prima, abbiamo assistito alla progressiva decadenza della qualità dei politici, che appellarli tali è veramente un oltraggio alla categoria. Dopo i "Ladri Sapienti"della prima Repubblica, abbiamo acclamato a personaggi a dir poco ridicoli, incompetenti, improvvisati ma opportunamente legati alla poltrona, indiscussamente affaccendati con le varie lobby e con i loro bravi interessi personali, in conflitto come sempre con l’istituzione da loro rappresentata e come sempre mai osteggiata. Come e peggio dei loro predecessori che almeno qualche merito lo avevano. Dai primi anni 90 ad oggi abbiamo assistito ad un “Decrescendo” della politica nei contenuti , negli improbabili contenitori che vedono un’accozzaglia di teste tra le più disparate, unite non si capisce da cosa, sotto una insignificante bandiera, il nulla ideologico. La rappresentazione di una fazione della società piuttosto che un’altra, una lobby piuttosto che un’altra e alla via così, sempre più in basso, sempre e solo affari, ma la chiamano ancora Politica.
Guardateli uno ad uno questi politici e non solo quelli di quest’ultimo Governo ombra. Partite da un po’ più lontano, diciamo dai tempi di Amato, poi Prodi, Ciampi, Dini, Berlusconi, D’Alema (a ruota ripresentatisi), poi dopo la rimozione coatta del Cav da parte del nostro emerito presidente Napolitano, il governo tecnico di Monti, poi Letta e dulcis in fundo il giocattolo passa nelle mani del Boy Scout di Rignano. Ovviamente quando si lascia pilotare un Jet ad un bambino viziato che gioiosamente lo utilizza per correre come e più di qualche suo idolo, il disastro è annunciato.
Un caso? Guardate i componenti del Governo. Uno ad uno, dalla Ministra Fedeli a Poletti. Da Alfano alla Lorenzin, dalla Boschi alla Pinotti, a Franceschini, Lotti, la Pinotti, Martina e senza parlare di altri personaggi meno influenti ma che comunque siedono a Montecitorio. La citazione dell’Onorevole Antonio Razzi è d’obbligo ma fanno rumore anche personcine del recente passato come la Minetti, Bossi, Carfagna, Brambilla, ecc. ecc.
Quale popolo avrebbe acconsentito ad un tale scempio delle Istituzioni? Mai si era vista tanta ignoranza tutta insieme e formalmente eletta da un popolo anestetizzato in parte, abusivo e di nominati gli ultimi 4 Governi.
Un Caso? Un fenomeno italiano alla “Vogliamci Bene”?
No. Questo stato è voluto e studiato a tavolino almeno 30 anni fa. Il recesso cultrale dei cittadini, ottenuto grazie ad un’istruzione volutamente inefficace e sempre meno accessibile, i bombardamenti mediatici del quarto potere asservito, gli indottrinamenti inconsapevoli, sono le armi di manipolazione che consentono ai Governi, a loro volta servi dell’elite sovra nazionale che li elegge, di sfigurare la realtà, mezzi capaci anche di convincerci che la Terra è piatta.
Sono sempre questi mezzi che portano alla sbarra Lillo e la Sciarelli, anzicchè Tiziano Renzi e Lotti. Sono questi mezzi che ci lasciano discutere intere giornate sull’opportunità dei matrimoni gay, sui vaccini, sulle leggi notturne di auto difesa, mentre i servi ministri approvano manovre come il CETA e leggi sempre più vessatorie verso i cittadini che le subiscono senza battere ciglio e mentre vengono epurate le poche trasmissioni tv che raccontano fedelmente i fatti. E nel frattempo individuano il male dell'Italia nella disorganizzazione di Roma e Torino, oltre ai magistrati invadenti e ai giornalisti maleducati.
Cosa ci rimane? La regola del contrario. L’esasperazione della regola del sospetto, secondo la quale è bene diffidare ed analizzare ulteriormente le notizie e gli input che ci arrivano. Non avendo più il contraddittorio, in un salotto dove le voci gridano tutte allo stesso modo, non ci rimane che prendere per buono l’esatto contrario.
La logica dell’economia ha avuto la meglio sulla cultura della democrazia, è un dato e ne dobbiamo prendere atto. E’ successo mentre chattavamo al PC o mentre litigavamo sul nome dell’indesiderato de “L’isola dei famosi” ma è successo e ormai non si torna indietro se non a costo di una guerra civile.

Brett Sinclair

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