Acqua: La perenne sete delle Lobbies


Col petrolio e il gas fu semplice e legittimo. Perforare, cercare i pozzi, destabilizzare tutti i governi che per disgrazia coincidevano geograficamente con i giacimenti per ottenerlo gratis, costruire oleodotti e gasdotti per la distribuzione. Tutto questo lavoro richiede un giusto compenso, il prodotto finale ha un costo e viene venduto al consumo in chili o barili. Per le comunicazioni è già stato più complicato. Internet, patrimonio dell’umanità deve necessariamente prevedere degli strumenti per consentirne l’utilizzo. Strumenti che certamente saremmo stati noi a vendere ma dobbiamo anche dovuto creare una continuità, reti a pagamento senza le quali il web non arriva ai consumatori. Apparecchi ad obsolescenza programmata e software universali rinnovabili senza i quali la rete diventa inservibile, e giù con la guerra della Silicon Valley senza esclusione di colpi. Ma dopo avere egemonizzato tutte le risorse e reso indispensabile ciò che non lo è per trovare sempre più clienti, acquirenti e consumatori, cosa possiamo monopolizzare? Rimane l’aria, il cibo e l’acqua. Sul cibo è già attiva la Monsanto-Bayer e prima o poi immetteranno sul mercato una chiave genetica a pagamento, senza la quale né vegetali né animali potranno riprodursi. L’ aria è ad oggi impossibile da veicolare, da sottrarre al Mondo per poi venderla. Però possiamo far pagare le emissioni di CO2. Come dire che l’ingresso è libero ma si paga all’uscita. Geniale.
Poi c’è l’acqua. Questa risulta particolarmente difficile da gestire in privativa industriale. Questa maledetta acqua piove dal cielo, è un dono Divino. E’ dappertutto, milioni di fiumi in tutto il Mondo portano acqua pressoché ovunque, come possiamo monopolizzarla? Abbiamo già fatto credere che le nostre acque in bottiglia siano pure e provengano da chissà quale parte del mondo. Abbiamo creato le piogge acide e stranamente la gente non si chiede perché le piogge acide non piovano sui terreni dove scorre l’acqua minerale purissima, ci è andata di lusso fino ad ora. Non rimane da giocare che la carta della siccità. I cambiamenti climatici, con i potenti amplificatori mediatici, potrebbero creare il giusto clima di terrore, la paura che l’intero pianeta rimanga a secco può far leva su molti ma non su tutti. Magari qualcuno è arrivato a frequentare la scuola fino alle Medie, dove ti insegnano che quello dell’acqua è un ciclo chiuso e che anche se resa tossica o prelevata dal mare, con gli opportuni mezzi può diventare potabile.
Comunque sia l’acqua è l’ultima frontiera dei mercati e non possiamo rinunciarci. A Wall Street c’è un tassello vuoto da un paio di secoli, in attesa della spettante quotazione. Ogni giorno che passa perdiamo miliardi. Paghiamo le migliori menti per la ricerca del sistema grazie al quale finalmente potremo gestirne il monopolio e deciderne quotidianamente il prezzo, senza ottenere il minimo risultato se non l’ennesimo spauracchio della siccità.
Sembra facile fare il lobbista, voi plebei ci vedete come dei privilegiati ma posso garantirvi che la nostra vità è più dura di quanto pensiate. Ormai abbiamo già monopolizzato tutto, ci resta solo l’acqua e questa maledetta continua a scendere dal cielo, a scorrere nei fiumi, si accumula in pozzi sotterranei occupando il posto spettante al petrolio, questa schifosa. Sono tempi duri per noi lobbisti, l’acqua ci ha sempre dato filo da torcere ma non temete, prima o poi troveremo il sistema per gestirla. E’ un bene troppo prezioso per lasciarlo nelle vostre mani. Parola di lobbista.





Brett Sinclair

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