42 anni, Vergine




 Lo scorso secolo la verginità era un valore aggiunto, anzi un valore imprescindibile dei sani principi e della morale socio cattolica. Un mito che ha resistito alle varie rivoluzioni sessuali, specialmente al Sud dove forse ancora oggi anche se in minima parte, suscita gli stessi interessi di qualche secolo fa. L’integrità dell’imene decideva la sorte coniugale di una donna e l’onore dell’uomo che la prendeva in sposa. In alcuni paesini si usava esporre il lenzuolo macchiato del sangue innocente della “prima nocte”, segno di un’ illibatezza sempre da provare per mettere a tacere le male lingue. Allora che futuro avevano le cosiddette “Puttane”? Già, perché con questo appellativo venivano tacciate tutte coloro che si lasciavano andare ai piaceri della carne prima della cerimonia religiosa. C’era ben poco da scegliere tra castità e puttanesimo, ma qualcuna d’accordo col fidanzatino riusciva anche a farla in barba ai seppur accaniti  vigilanti. Un lenzuolo bianco poteva anche tingersi di rosso con altri mezzi, magari con sangue animale. Per loro fortuna l’analisi del DNA è ancora troppo recente, ma l’occhio pubblico, le tradizioni popolari e i preconcetti le cui origini si perdono nella notte dei tempi, dovevano ad ogni costo rinnovarsi. E che dire delle teen ager sfrenate, quelle sempre affamate di sesso, quelle che non riuscivano più a tenere il conto dei parter ? Rimanevano zitelle e trasformavano la loro passione nel mestiere più antico? Spesso succedeva così ma non per tutte. Le più intraprendenti, dopo essersi saziate di sesso in gran segreto, trovavano il “Gonzo” di turno, il buon partito col quale accasarsi mettendo fine alla serie di scappatelle, ai giochini che dovevano essere sepolti per sempre nel passato quando si presentava l’esigenza della sistemazione, ricorrevano addirittura al chirurgo. Questi ricuciva l’imene con un cerchiaggio effettuato con i capelli della futura sposa, opportunamente sterilizzati a freddo nel barrycydal, una soluzione a base di glutaraldeide e composti fenolici. Lo sposo tassativamente poco esperto, dopo la presunta prima ed esclusiva consumazione, testimoniata da qualche goccia di sangue derivante dalla lacerazione del rifatto imene dovuto al trecciato fine della sutura che strappava il neoformato cercine, rallegrandosi della mascolinità attribuitasi e della bontà della neo sposa, si riteneva soddisfatto quasi quanto la propria consorte che con il fine stratagemma, si era garantita così un futuro sereno, oltre ad una fisiologica età adolescenziale. Con l’ausilio di un chirurgo consensiente e le complicità acquisite probabilmente proprio grazie alla comune passione per il sesso, molte donnine riuscivano a sottrarsi alle barbare pretese “contro natura” richieste dalla società maschilista e pregiudiziosa al secolo imperante.
Quando la verginità è un requisito richiesto, si fanno carte false per attribuirsela. La verginità nel senso più lato del termine, è spesso richiesta anche in politica. Non sempre, solo quando un politico si è macchiato di vergognosi trascorsi, quando si è dimostrato del tutto incapace e/o fazioso, quando vuole rimanere in auge anche se il tempo o i fiaschi gli suggeriscono di farsi da parte. Quando promette in pubblico il suo ritiro in caso di una sconfitta, pur se l’idea non lo sfiora nemmeno. Quando avrebbe bisogno di qualcosa di più di un chirurgo plastico per rendersi ancora presentabile, quando ci vorrebbe un volto nuovo dopo aver perso per strada una miriade di maschere e di travestimenti. Quando non è più credibile insomma, avverte l’esigenza di una nuova verginità, grazie alla quale risorgere dalle proprie ceneri come la più maestosa delle Arabe Fenici. Non potendo cambiare il volto o la voce e nemmeno il pensiero, prova a salire su un treno che forse per magia, fermandosi a tutte le stazioni ne mostri un’immagine diversa, ulteriormente contraffatta magari a causa delle esigenze di percorso del trenino, dalla brevità degli spot dovuti a cause di forza maggiore che non gli consentono un più esaustivo argomentario, tipico di chi col pretesto della fretta, elude domande delle quali non conosce la risposta. Prova a bruciare i compagni di merenda che lo avevano fedelmente accompagnato durante la sua passata quanto disastrosa stagione politica, consegnandoli ad un giusto linciaggio al quale lui per primo dovrebbe sottoporsi. Ma additando i suoi ex soci dai quali ha inspiegabilmente quanto repentinamente preso le distanze quali traditori del popolo, prova a passare dalla parte giusta, dove non è mai stato, cercando di imbrogliare ulteriormente la matassa, fino a rendersi ancora una volta credibile. Come il boss di una banda di rapinatori che di punto in bianco decide di denunciare i suoi soci, magari sostenendo di essere stato obbligato ad agire criminosamente contro la sua volontà, che altrimenti sarebbe stata ben diversa. Dopo aver seminato discordie e scissioni nel suo stesso partito, cosa della quale non si avvertiva l’esigenza solo per renderlo alla sua portata, con la versione 2.0 di sé stesso ne chiede sfacciatamente la ricomposizione, costruisce alleanze come se tutto fosse avvenuto per opera di qualcun altro, a lui alieno.
No, questa volta non credo che i gonzi siano tanti quanto bastano al neovergine. Il culto della verginità nel Mondo civile è ormai tramontato, ma qualche provincialotto magari indigeno delle campagne del Valdarno, ancora pensa di potersi affidare al chirurgo. Credo che ormai tutti abbiano imparato a riconoscere le puttane vergini da quelle da marciapiede, le “bocca di rosa” dalle monache di clausura e le spose innamorate dalle vergini incinte. Non basterà blindare legami di comodo con alleati forti ma altrettanto impresentabili, se non di più.
No, non credo che nel 2018 questi maquillage possano ancora funzionare e non c’è trenino che possa cambiare le opinioni di un popolo stanco di essere trattato come il gonzo di turno. I tempi in cui bastava ripetere per tre volte una bugia per trasformarla in realtà, sono relegati allo scorso secolo. Non funziona più così, il marketing dell’immagine ha fatto il suo tempo, non paga e ottiene effetti opposti. Tanti auguri a chi non riesce proprio a capirlo.


Brett  

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