Il Bel Paese, tutti lo vogliono


Benvenuti in Italia, il Paese dove non funziona quasi niente e quel poco che va ci costa mezzo salario. Tasse intorno al 50 % e oltre per i redditi superiori, bollette energetiche gonfiate e salatissime, per non parlare del caro carburanti e perfino l’acqua, che il nostro Paese ha il vanto di esibire a iosa, una volta finita nelle mani dei gestori privati ha raggiunto cifre esorbitanti.
Benvenuti in un Paese che detiene un numero di Ospedali elevatissimo, attrezzatissimi e con personale ben addestrato ma che, regolarmente boicottati dagli addetti ai lavori e con forti complicità di Governo, lasciano il ruolo alle comprimarie strutture private, competitive anche nel prezzo, una volta gonfiati a dismisura e scientemente, i ticket sul Pubblico.
Benvenuti in un Paese dove lavorare è un favore concesso e non un diritto, come previsto dall’Articolo 23 della Dichiarazione universale dei diritti umani, nonché dalla stessa Costituzione. Dove chi ha il privilegio di lavorare, molto spesso ugualmente non riesce a vivere, a causa dell’inconsistenza della busta paga.
Benvenuti nel Paese dove i divieti sono molto più numerosi delle liceità, ma solo per esigenze di cassa. Dove chi ruba una mela per fame la ripaga centuplicata e chi porta al fallimento banche e Industrie approda di diritto al Senato. Dove chi perde il lavoro ed è impossibilitato a pagare il mutuo, deve cedere la propria casa alla Banca e dove i soliti compagni di merenda usufruiscono di prestiti milionari che non ripagheranno mai, se non col potere del ricatto ai poteri forti.
Il paese dove se nasci nella famiglia giusta puoi permetterti tutto, mentre se a cacarti è una mamma qualunque dovrai sputare l’anima. Dove comunque i privilegi sono riservati agli amici e discendenti di casta che saranno sempre e ovunque avvantaggiati anche nei confronti di eventuali geni figli di nessuno. Il trionfo della de-meritocrazia per intenderci.
Il Paese dove perfino i Ministri, figure istituzionali che per ruolo e posizione dovrebbero quanto meno esibire un grado di istruzione consono, se non mettere al servizio della Nazione le proprie competenze, sono affidate ad individui con istruzione minore e che siedono sugli scanni del Monte solo per dare forma fisica ad una criptocrazia che agisce nell’ombra.
Queste ed altre mille caratteristiche grottesche, differenziano il nostro Paese dal resto del Mondo. Fisicamente bellissimo, senza eguali forse, pareggia il conto con la sorte in termini di corruzione, mal costume, fragilità economica e venditori della nazione.
Questa è l’Italia, ripugnante per gestione ma invidiabile per bellezza del territorio e per le menti brillanti di cui è costellata la propria storia e potenzialmente anche il presente. Il Paese dei mille naviganti, poeti e forse eroi. Certamente il Paese della pasta, dei motori, dei filati, dei prodotti agricoli e che vanta una Mascotte chiamata Vaticano, croce e delizia di sempre.
Questa è l‘Italia, forse non il massimo della vita ma a noi piace così, sarà perchè ci siamo nati, per quanto ci costa e per quanto è costata ai nostri avi. Forse non sarà il Paese della cuccagna in termini di diritti, ma l’Italiano sa come sopravvivere. “O’ Taliano se fa sicco ma nun more” dicono a Napoli. L’Italiano sa bene che non è con un Concorso Pubblico che troverà un lavoro, bensì col frequentare un Partito, una Parrocchia o offrendosi come schiavo ad un Barone Universitario. Magari riuscendo a trovare il sistema per comparire in TV per sciorinare una ricetta o semplicemente prestare la propria eventuale faccia da coglione, per diventare uno strapagato opinionista. Ovviamente tutt’altro che libero di divulgare le proprie opinioni (ammesso che ne abbia) recitando un copione a gettone, alimentando il mainstream, ma per un Italiano tutto fa brodo quando c’è da portare a casa la pagnotta. In ultima analisi, pur di non ritrovarsi del tutto disoccupato, l’Italiano si invalida. Sfruttando tutte le sue capacità inventive, le amicizie, le furbate e le operazioni più stravaganti che rasentano e qualche volta superano il limite del codice penale, contando sui privilegi che solo gli invalidi riconosciuti possono godere, si rende cieco, pazzo, depresso, zoppo, o artritico. Tutto pur di acquisire la quota di invalidità che gli darà una pensione o un posto di lavoro. In questo l’Italia è insuperabile. Se i privilegi riservati agli invalidi si allargassero anche in una percentuale esigua a tutti, in Italia il welfare sarebbe maggiore che in Norvegia.
L’Italia è questa e così ci tocca, evidentemente ci piace o semplicemente ci fa comodo.
Il vero problema tutto italiano è che piace un po’ a tutti. Tutti la vogliono, fa comodo a chiunque. La posizione strategica militare e commerciale, i pezzi forti dell’economia e il patrimonio storico, naturale e culturale, la rendono un boccone ghiotto a tutte le Potenze mondiali di oggi e dei tempi passati. Un Paese costantemente sotto assedio, che quasi non fa più caso agli attacchi e ai tentativi di annessione ad una bandiera esotica, un Paese che è fiero e riconoscente verso i propri colonizzatori e sempre incline alle deturpazioni del proprio tessuto socio economico, quasi come un giocatore d’azzardo è sempre pronto a scommettere su qualcosa o su qualcuno. Piace a tutti ma per quanto il compito sia facilitato dai sempre verdi venditori della Patria, rafforzati da una Mafia tra le più potenti al Mondo, rilevare una Nazione non è come comprare un appartamento sfitto. C’è da fare i conti con la nuda proprietà, con gli Italiani che la abitano e che per fortuna non sono tutti d’accordo sulla svendita delle proprie mura abitative. Stiamo combattendo la guerra che in un verso o nell’altro interessa tutte le generazioni italiche, presenti, passate e future. Tra i Paesi cordialmente confinanti dell’Unione Europea e l’Elite economica, massonica e bancaria anglo americana che utilizza mezzi di sterminio finanziari, mediatici e terroristici, stiamo combattendo una guerra su due fronti, forse tre se consideriamo l’invasione da Sud che in minima parte è anche fisiologica ma che per lo più è voluta dall’elite che intende svuotare il Paese, forse parte dell’Europa, delle proprie radici, delle proprie certezze e della propria identità, per far largo ai colonizzatori che troverebbero il terreno spianato per le proprie razzie. L’Europa Unita era nata per difendere i Paesi membri da questi delinquenti d’oltreoceano e dall’ondata Orientale dei giganti della nuova Economia. Potenze divenute tali a discapito dei valori umani e che ora dettano tale cinica legge a livello planetario. Una sfida all’ultimo sangue o meglio, col sangue degli ultimi in gioco. La globalizzazione, tanto auspicata sia dalle Destre che dalle attuali Sinistre (o quello che ne resta) è tutto qua. Una lotta al ribasso degli standard di vita in cambio di un’economia fiorente ma sprezzante nei confronti dei valori fondamentali dell’uomo. Ma la stessa UE trasformandosi in qualcos’altro, ha innescato un meccanismo di lotte intestine dove convogliano un intreccio di interessi nazionali e privati da parte di nazionalisti e traditori della Patria. Un veleno inoculato dall’elite sovranazionale, un veleno che ci sta uccidendo silentemente. Stiamo morendo, ci stiamo uccidendo l’un l’altro e non ce ne accorgiamo. Come in tutte le battaglie della storia, il terreno preferito è il suolo italico. La Nazione che più di tutte paga lo scotto bellico, aggravato dalla nullità dei propri condottieri che oggi come sempre, cercano di sfruttarne l‘evento con italica scaltrezza, ma che puntualmente si ritroveranno Cornuti e Mazziati, pur essendo i beneficiari del tanto ambito Ius Soli. Pretendere di essere italiani solo perché depositati direttamente da un utero di passaggio, che nemmeno era autorizzato a transitare, è un po’ come fottere col culo degli italiani. Essere italiani è costato troppo e ancora oggi costa parecchio, una follia. Regalare lo Ius Soli è un’oltraggio a noi e ai nostri avi, checché ne dica la bigotta Sinistra Radical Shic, che per fortuna si sta avviando verso l’oblio. Mi spiace per chi veramente crede che tanto buonismo sia un atto di carità gratuito. Nel panorama globale la carità è un’industria che fa leva sui buoni sentimenti. Veramente pensate che a miliardari come Soros o Gates o lo stesso De Benedetti interessi qualcosa dei poveri migranti? Mi spiace ma il Mondo non è fatto di bianchi e di Neri ma di Ricchi e Poveri.

Brett Sinclair

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