Maduro, Grillo, Kim: Il Limite alla Globalizzazione dipende anche da Loro

Dittatori e sovrani assoluti di tutte le epoche sono stati oggetto di complotti, intrighi architettati dagli stessi componenti dell’entourage. Il complotto e la tirannia sono sempre andati a braccetto. Il motivo è semplice: in quasi tutte le epoche storiche il sovrano regnava esclusivamente per se stesso, il più delle volte direi per il proprio capriccio. Inevitabile quindi che scontentasse qualcuno. Per esempio, gli stessi nobili del proprio seguito, quando non addirittura i propri familiari, che gli contendevano la linea dinastica. Lo stesso discorso vale per molte dittature del Novecento: contro Hitler per esempio tramarono i suoi stessi alti ufficiali (Wilhelm Canaris e Hans Oster prima e Claus von Stauffenberg poi, che nel ’44 cercò anch’egli di farlo saltare in aria). Vicende che si sono ripetute quasi identiche dall’altra parte del globo: nel 1971, Mao fece eliminare proprio il suo amico e successore designato, Lin Biao, che stava organizzando una congiura contro di lui.
Vale anche per le moderne Democrazie Occidentali. E’ di oggi la notizia che il Sistema Lombardo-Veneto della Lega è stato denunciato dallo stesso Zugno, solo perché silurato dalla combriccola. Nelle Democrazie non sono previsti omicidi o pene corporali ma solo lo spoglio dei beni materiali o delle cariche milionarie.
In America poi, nell’attuale Impero che domina il Mondo, gli omicidi dei Presidenti, gli incidenti diplomatici, gli scandali e le sciagure provvidenziali non si contano. Loro in qualità di razza padrona, da Democrazia evoluta, sono dotati di personale interno opportunamente incaricato. Agiscono all’interno del Paese come nel Mondo. Ogni Nazione non sottomessa e che pianifichi la propria autonomia, è a rischio di infortuni del genere.
Ma sappiamo tutti che nei Paesi iper democratici di ultima generazione, niente avviene a caso, nemmeno le elezioni di un palazzinaro piuttosto rozzo e ignorante. Dal momento che è agli ordini della Plutocrazia, cioè dei potenti che governano i mercati mondiali, non è richiesta nessuna particolare dote se non quella di comparire in pubblico e firmare sotto dettatura, un ruolo che sembra calzare a pennello al Tycoon. In Nord Corea Kim Jong Un è arrivato ad assassinare il fratello perché tramava contro di lui, ma lì siamo ancora in una Dittatura dichiarata, non ci sono vincoli di facciata.
Ma le cronache degli ultimi giorni riportano proprio le preoccupanti gesta inconsulte e teatrali di questi due personaggi, che seppur grotteschi hanno in mano il telecomando che può innescare la distruzione del pianeta. Uno gioca con le bombe H ma solo in risposta a decenni di un atteggiamento bullista della controparte, fingendosi a sua volta un bulletto. Siamo agli scambi di offese tra i due attori, uno il Presidente della potenza economica e militare più forte del Mondo, l’altro forse ancora più potente, avendo dalla sua tutta la forza di chi non ha niente da perdere.
Il tutto si svolge in uno scenario mondiale patetico come pochi periodi della storia lo sono stati. Quando l’asse economico anglo americano detta le linee del globalismo estremo, con la conseguente perdita del welfare e delle autonomie di tutti i Paesi sovrani, sacrificate in nome del profitto. Mentre la parte sana degli stessi Paesi parassitati si chiede come uscirne fuori, una speranza ci viene forse proprio dal piccoletto e grassoccio dittatore di Pyongyan.
Già, perché se è vero che l’elite vuole un Mondo più debole e svuotato della propria identità per imporre la propria dittatura finanziaria, è anche scontato che da un Mondo radioattivo non trarrebbe nessun vantaggio. Un inverno nucleare non serve a nessuno, soprattutto ai padroni del Mondo. La distruzione annunciata da Trump della Corea del Nord, sveglierebbe il gigante che fa finta di dormire, la Cina oltre che la Russia. La superproduttiva, confinante Corea del Sud, con una propria bandiera ma di fatto una colonia a stelle e strisce, certamente non gioisce all’dea di una guerra di confine. Così gli USA e i loro capitani di Wall Street, possono infilarsi nel deretano tutte le bombe nucleari delle quali sono carichi gli arsenali di mezzo Mondo. E’ merce inadoperabile.
E’ un segnale che il resto del Mondo (non il solo Kim) sta lanciando verso gli incursori di Wall Street. Altri provengono dalla resistenza del Venezuela, dal fallimento della politica del profitto a strozzo dei dipendenti di Ryanair, dai fatti della Catalogna, dai Movimenti di Base (i Populisti) che nascono un pò ovunque e contrastabili solo col fango mediatico, non ricattabili e poco acquistabili, che mirano alla riconquista della sovranità perduta, sottratta grazie a schiere di Politici collusi e asserviti che nell’arco di decenni hanno svenduto se stessi e il proprio Paese. Dei padri della globalizzazione, i maghi della conduzione degli eventi, si può dire di tutto tranne che siano stupidi. Loro riescono a prevedere lo sviluppo evolutivo da singoli eventi che ad un occhio profano potrebbero sembrare trascurabili o scollegati, con decenni di anticipo. Se è vero come è vero che non sono stupidi, è arrivato per loro il momento di darsi una regolata, di tirare per un po’ i remi in barca. Non prendere in considerazione il limite di rottura del gioco, il punto oltre il quale non possono spingersi, sarebbe per loro un danno ulteriore, costerebbe loro miliardi di dollari in investimenti errati.
Se questa teoria (che è solo una riflessione, una logica considerazione) è esatta, dobbiamo dire grazie alla compagnia aerea Norwegian, a Nicolas Maduro, a Carles Puigdemont, a Beppe Grillo, a Sahra Wagenknecht, a Marie Le Pen e perché no, anche a Kim Yong Un.

Brett



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