Bayer Monsanto. Questo matrimonio s'ha da fare



Il progetto Bayer-Monsanto s’ha da fare e subito. La frenesia della Bayer per l’acquisizione di Monsanto non ha precedenti. Un affare da 66 mld di $ di cui 38 pagati in anticipo e il restante tramite prestiti ponte a scadenza dalle banche d’affari Goldman Sachs, JP Morgan e Merrill Lynch. Per racimolare fondi la Bayer ha perfino ridotto la propria quota in “Covestro”. Il Mondo ha un bisogno disperato di OGM dice il CEO, Werner Baumann. Noi potremmo fornire cibi arricchiti in vitamine A, in carenza della quale in alcuni paesi si verificano ancora tantissimi casi di cecità. E’ solo un esempio.
Monsanto ha progetti multimiliardari da lanciare ma il suo business attuale, ciò che gli procura il sostentamento è il glifosato. Le leggi assurde europee (a detta di Baumann) ne prevedono l’utilizzo con concessioni di 18 mesi rinnovabili. Forse il glifosato è cancerogeno ma lo sono anche la carne rossa e le bevande troppo calde e comunque sulla bilancia costi/benefici, il glifosato ne esce alla grande, è attualmente il più efficiente diserbante in commercio (sono sempre parole di Baumann).
Questo spiega l’isteria dei compari di merenda di Bruxelles e la repentina inversione di tendenza della Francia che fino a qualche mese fa intendeva opporsi (v. articolo precedente).
Per chi non ne fosse al corrente ricordo che gli OGM sono dichiarati sicuri dalla Comunità Scientifica, la stessa che garantisce sui vaccini e su altri farmaci. Ma sui prodotti Monsanto il brevetto consiste nel vendere semi le cui piante ad un certo punto della crescita, abbisognano di un fertilizzante specifico e insostituibile (ovviamente dalla Monsanto), in mancanza del quale la piantina secca. Con questo sistema noi difendiamo il nostro brevetto, come le aziende di elettronica con i loro software, si difende Baumann.
Dunque il giochino è anche scontato: semi a costo zero e fertilizzante con prezzi alle stelle. C’è in gioco una montagna di soldi e il fronte indiano ha già creato danni notevoli con le proteste dei contadini , in rivolta (molti si sono dati fuoco) dopo l’ obbligo ad utilizzo di semi di lino BT geneticamente modificati Monsanto ad un costo dell’8.000% più caro.
Gli Europei (e nemmeno gli americani in verità) non si fidano dei prodotti OGM e la Bayer/Monsanto ora non intende forzarne l’introduzione in Europa per il timore di una rappresaglia dei consumatori se obbligati.
Con noi la gente deve poter scegliere cosa mangiare e dovrà acquistare prodotti OGM solo se convinta, prosegue Baumann e il discorso non fa una grinza. Apparentemente.
Se in Germania si spende il 10% del reddito per l’alimentazione è logico che ognuno sceglie cosa mangiare, magari prodotti Bio, più garantiti e ad un costo superiore, ma sempre accessibile. Ma che succederebbe se per incanto i prezzi subissero un’impennata? E se magari in parallelo arrivasse l’offerta di prodotti OGM ad un prezzo molto più competitivo, diciamo 1/3 ? E se in concomitanza lo scenario socio economico, il welfare si abbassasse anche in paesi come la Germania?
Quanto costa controllare il Mondo attraverso il controllo dell’alimentazione…..‼
Mentre in America , gli elettori di Trump gli chiedono di regolamentare il gigante malefico perché oltretutto temono la perdita di posti di lavoro, i camerieri europei stanno lavorando per spianargli la strada.
Nemo propheta in patria.

Brett Sinclair

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